

© 2025 Tutti i diritti riservati
Leggende e virtù del “Colli Tortonesi Timorasso DOC”
Vitinerario è un’invenzione, un concetto astratto, un neologismo che nasce dalla crasi delle due parole “Vite” e “Itinerario”. Vitinerario rappresenta l’esigenza, l’urgenza, la voglia di viaggiare in maniera emozionale nel mondo del vino e più in generale dell’enogastronomia. Pertanto, viaggeremo insieme e faremo tappa in luoghi reali o ideali raccontandoci storie, miti e leggende legate alla sfera del buon cibo e del buon vino.
In questa tappa del Vitinerario proviamo ad allontanarci dalla “comfort zone” che è la nostra Basilicata e spostiamoci in Piemonte, sui Colli Tortonesi, alla scoperta di un vino non proprio tra i più conosciuti. Stiamo parlando del Timorasso.
Leggenda vuole che verso la fine del 1200 vivesse, su una montagna tra la Repubblica di Genova ed il Granducato di Milano, un allevatore di capre scontroso e pericoloso di nome Gioacchino di Tonio.
Con il passare degli anni i modi bruschi e violenti di Gioacchino divennero sempre più noti in tutte le città del circondario e la sua cattiva fama crebbe a dismisura tanto da fargli meritare il soprannome di “Burbero”. A causa di un inverno eccezionalmente rigido Gioacchino fu costretto a scendere a valle avvicinandosi ai centri abitati e in particolare ad una zona che, proprio per il suo passaggio, prese il nome di “Val del Burbero” (l’attuale Val Borbera).
Durante il suo passaggio Gioacchino notò una giovane e bella ragazza di nome Donna Elisia della Colomba e, animato dalla propria natura selvaggia, si avventò su di lei con violenza inaudita, tanto che solo l’intervento di tal Claudiano di Mario, uno degli spasimanti della nobildonna, riuscì a frenare l’impeto di Gioacchino. Le urla furono tali da propagarsi nel circondario ed essere udite dal nobile Ser Valterio dei Massi che intervenne subito colpendo e immobilizzando il Burbero con delle grosse pietre.
Gioacchino da quel giorno cambiò vita e, al servizio di Valterio, si dedicò completamente alle attività della vigna del suo nuovo padrone. Stessa piacevole sorte toccò anche a Elisia e Claudiano che si dedicarono anch’essi alla cura delle proprie vigne. Al tipico vino bianco dei Colli Tortonesi venne dato quindi il nome di “Timor del Sasso” che successivamente si è trasformato nell’attuale “Timorasso”.
Tornando al presente, quando ho assaggiato per la prima volta questo vino mi sono emozionato e sono rimasto incantato dalla sua freschezza e dai suoi profumi floreali e fruttati a tal punto da inserire questo gioiello nella lista dei miei vini preferiti. Il Timorasso è, prima di essere un vino, un vitigno a bacca bianca autoctono dei Colli Tortonesi in provincia di Alessandria. Oggi è un prodotto di nicchia ma merita assolutamente di essere provato, magari abbinandolo a degli antipasti leggeri, a dei primi ai frutti di mare, a dei secondi di pesce o anche a dei formaggi stagionati.
Fidatevi, non potrete più farne a meno!
Luigi Chiera

Potete trovare questo articolo anche sulla rivista PopZone!
© 2025 Tutti i diritti riservati